Beatrice Antolini – “Big Saloon”
9 Settembre 2007, 23:40
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Prendete Musica per Bambini, lanciatelo a 360 km/h contro le Cocorosie all’interno del Blu Note.
Ora prendete il risultato musicale di questo impatto genetico e mettetelo in una cabina telefonica a Londra insieme a The Dresden Dolls. Fate saltare in aria la cabina telefonica.
Riassemblate musicalmente questa detonazione musicale, e mettetela nella stanza dei meccanismi a carica insieme a Syd Barrett.
Il risultato si chiama Big Saloon, ed è un ottimo risultato. Una ridestrutturazione melodica pizzicata di genialità e accarezzata dalla voce di Beatrice.
L’intensità creativa di quest’album è udibile dalla prima all’ultima traccia dell’album, da “bread and puppets, passando per “monster munch”, tutto stupisce e incanta, e l’effetto finale è simile a quello che si proverebbe a girare per i colli bolognesi con gli amici, in una serenissima giornata di sole, strafatti di Lsd. Senza correre il rischio di cadere in bad trip.
Un prodotto davvero notevole, la cui punta massima si tocca, a mio parere con la traccia ”hi! goodbye!”.
E il pifferaio alle porte dell’alba sorride..
Edoardo fiume Po
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Ante – “Pitagora’s Fault”
9 Settembre 2007, 23:38
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Devo ammettere di aver “vivisezionato”, passatemi il termine, questo cd.
Nulla da dire, per quanto riguarda la qualità tecnica sia di esecuzione che di registrazione del suddetto lavoro.
Ottime canzoni, ben elaborate che presentano gustose chicche per gli amanti del genere d’oltre manica. Dopo un primo ascolto si ha l’impressione che Ante abbia intuito la formula perfetta, tipica del brit pop più puro, con un occhio di riguardo ai maggiori esponenti alla scena pop americana.
A tratti,però, questa magica formuletta risulta predominante nella scelta stilistica delle canzoni; sembra infatti che l’autore piacentino sia ancora lievemente frenato nel proporre idee tipicamente proprie
E’ decisamente perfetta come colonna sonora per un viaggio on the road tra le pianure inglesi, ma quello che resta ancora poco chiaro all’interno di questo progetto è l’idea chiave che l’autore vuole trasmetterci.
Con questo lavoro Ante dimostra di avere tutte le carte in regola, il + è che non cada nella “gabbia” che a volte i generi tendono a prestabilire. Solo un piccolo appunto per un album decisamente buono, molto orecchiabile, che riesce a trasmetterti il buon umore, e le sensazioni tipiche del genere, con vaghi approcci tweet e shoegaze, ricco di influenze importanti come Stone Roses , Smith, per arrivare al più recente Badly Drawm Boy.
Decisamente un ottimo inizio!
Efesia
Willet – “Monkey Loise”
9 Settembre 2007, 23:36
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Monkey Louise è un disco, composto da cinque tracce, dei piacentini The Willet.
Un’opera che rimanda molto al sound degli anni novanta, dal rock alla scena di Seattle fino a certo punk leggero che ricorda per certi accenti i Jawbreaker.
La musica è ben curata e condita da un ottima presenza vocale, la quale merita a mio parere una citazione davvero positiva per l’interessante timbro che a tratti riporta al calore vocale di Eddie Vedder dei Pearl Jam (soprattutto nell’ultima traccia del disco intitolata Mary Lee).
Per quanto riguarda singolarmente i pezzi segnalo il pezzo di apertura Leech: una “ballata” rock con un sottilissimo retrogusto nostalgico del Lou Reed degli anni settanta.
La terza traccia ha un tiro molto deciso e credo posa essere decisamente il pezzo del gruppo da ascoltare in macchina, è qui che mi viene il riferimento ai Jawbreaker (segnalo anche un inizio molto in stile Placebo).
Fill Your Lungs è la quarta canzone, intrigante riff di chitarra elettrica ad introdurre il canto caldo e soffuso per poi esplodere in un ritornello piuttosto gioioso e primaverile.
Il disco si chiude con la ballata Mary Lee, la quale sembra essere un omaggio musicale ai Pearl Jam, per la somiglianza dello stile, un pezzo davvero gradevole.
Un buon disco, soprattutto per la scelta di un genere orecchiabile, caldo e di stomaco, roba che di questi tempi, era di elettronica varia e dj set, stava decisamente cominciando a mancare.
Voto 7+
Senza peccato di presunzione
Andrea Poggi - andresmontenegro@email.it
Modena City Ramblers + Deportivo LB + Haulin’Ass @ Piazza Cavalli, Piacenza – 25-04-07
9 Settembre 2007, 23:30
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«Amate la libertà come l’aria»: con queste parole, il Presidente dell’A.N.P.I , conclude il proprio discorso, in occasione delle celebrazioni del 25 aprile che si sono tenute in Piazza Cavalli.
Finalmente, annunciati dai cori partigiani intonati dalla folla presente in piazza, salgono sul palco i Modena City Ramblers, dando vita ad uno spettacolo memorabile che resta un ricordo indelebile nella mia memoria. Attimi intensi, vissuti con gioia e passione in quella alchimia che i Modena sanno regalare al loro pubblico, portando sul palco esperienze, ricordi ed emozioni in una musica dall’impronta smeraldina, giocando con echi orientali e contaminando con rock punk e reggae, trasmettendo messaggi importanti che – grazie alla loro trasposizione musicale – recuperano forza e pervadono i nostri animi.
Difficile non farsi trascinare da questo vorticoso spettacolo regalatoci dalla band romagnola, che ha intervallato brani storici e pezzi nuovi. Sembra ormai lontana l’ombra del vecchio frontman Cisco Bellotti, sostituito dalla carica “danzereccia” dell’accoppiata Dudu e Betty.
Dopo il lungo concerto abbiamo approfittato delle energie residue di Dudu (Davide Morandi) per fare una piacevole chiacchierata. Si è parlato del nuovo disco, e del titolo così emblematico (Dopo il lungo inverno) legato all’abbandono della band da parte di Cisco: «a chi lo acquista parla della ciclicità delle stagioni, del susseguirsi di periodi positivi e negativi. Esprime poi l’idea di rinascita del gruppo dopo l’uscita di Cisco, ma può anche essere letto come un’impressione di miglioramento della situazione politica, sociale e umana mondiale, oltre che nazionale. Che possa essere di buon auspicio, insomma…».
Riguardo a Cisco, invece, parlando a titolo personale e di tutta la band dice: «è stata dura ricominciare, sebbene la separazione consensuale non abbia avuto strappi. L’ingrediente segreto è stato senza dubbio l’entusiasmo, scontato da parte mia e di Betty – lanciati verso una nuova avventura – meno da parte degli altri, grandissimi dopo quattordici anni a recuperare una grinta da ragazzini alle prime armi».
I Modena, in Piazza, il 25 aprile… non si poteva non chiedere a Dudu quale sia il senso, oggi, di continuare a veicolare certi messaggi, specie per un gruppo tradizionalmente “resistente”: «è più che mai importante. C’è in atto un cambio generazionale, ai nostri concerti ci sono molti giovani che si stanno formando una coscienza civile e sociale e noi in questo modo ci accolliamo anche una certa responsabilità. Riteniamo sia davvero fondamentale recuperare la memoria anche se forse oggi servono parole nuove e certi slogan hanno ormai fatto il loro tempo».
A proposito di questo, però, i Modena sono stati più volte criticati per un eccesso di retorica, se non di populismo. «Può darsi che sia capitato, o che sia parso così – taglia corto, Dudu -. Facendo musica folk, che deve parlare al popolo, usiamo un linguaggio popolare che, spesso, per sua natura comprende messaggi o parole retoriche. Non è necessariamente sempre sbagliato usarli, in base anche al contesto e al modo in cui vengono proposti».
Ma veniamo ora a questa realtà piacentina!
Infatti, ad aprire la serata, ci ha pensato la carica esplosiva della nostra orchestrina hardcore per eccellenza, gli Haulin’ass che, nonostante i problemi tecnici, sono riusciti a regalare una buona performance: tra gli aficionados e non, presenti in piazza, riecheggerà sino alla performance dei Deportivo LB il ridondante ritornello di Mandolinus, canzone di punta della band piacentina. Da sottolineare la grandi doti di intrattenitore del grande Fonta (alla voce) che, con savoir faire e nonchalanche, riesce a schivare ogni inconveniente tecnico e a trasportare il pubblico nel magico mondo Haulin’ass.
Ottima esibizione per gli altri rappresentanti della Piacenza che suona, i Deportivo La Bonissima, che hanno portato sul palco uno show davvero di gran classe, trasmettendo al pubblico emozioni e riflessioni importanti. Decisamente interessante la collaborazione con Claudia Nicastro (voce) e da sottolineare l’ottima rivisitazione di Fischia il vento, uno dei momenti più intensi del loro live.
Che dire… peccato per chi è arrivato dopo!
Efesia e Piè