Speedball – “Throw your dices”
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12 Maggio 2007, 23:18
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Primo demo per questo quartetto piacentino che è già sulle scene della provincia da qualche tempo e che quindi hanno già avuto modo di farsi conoscere.
Devo dire che la prima cosa che ho pensato quando ho acceso lo stereo è stato: oh, un ritorno al rock’n'roll degli stray cats…senza contrabbasso però.
Rockabilly rumble è sfiziosa e divertente col suo ahahah ripetuto dalla baldanzosa voce dello Stè, e Bikini dream è il loro “pezzo forte”, canzone romantica sempre sui toni sixties che insieme al sopra citato è il più riuscito del demo.
In finale la canzone nascosta, un simpatico medley che parte col ballo del mattone. Da ballare tutto, soprattutto durante un live. Anche se risulta alquanto incerto soprattutto nelle chitarre, anche il basso a volte sembra perdere il giro e non riuscire a stare a passo con gli altri strumenti .
Però, è c’è un però, nonostante questi ragazzi abbiano buone idee, ancora devono riuscire a metterle in pratica al meglio. Le voci risultano spesso fin troppo acute e strozzate; in Obsession addirittura al limite dell’isicurezza, così come le doppie voci piuttosto invadenti. Potevano metterci più grinta in questo pezzo, perché lo meritava.
Buono l’inizio di I love you little betty boop, ma poi la voce sovrasta troppo batterie e chitarra, troppo pulita per questo grezzo rockabilly, il giro di basso buono, ma si perde durante l’assolo in sottofondo. Si sente la mancanza di una voce più rude , insomma una voce da fumatore che fa sempre vintage. Oppure qualcosa di più Elvis, meno strozzato. Insomma l’imperativo dovrebbe essere: sistemiamo la voce prima di tutto. E più decisione, non deve suonare soltanto piacevole da sentire in sottofondo, deve darti una bella scossa. Non basta rifarsi solo sui live, sempre apprezzati comunque.
In conclusione, 5 pezzi tutti sui 2 minuti andanti, buona cosa per questa musica che non ha troppe pretese, che vuole essere un divertimento prima di tutto. Tanta strada da fare, per dei ragazzi con delle idee in testa che non sono il solito punk rock tanto in voga nella Piacenza emergente , ma che tuttavia non riescono ad uscire dalla spirale del già sentito. Speriamo i prossimi lavori diano quel tocco di colore e originalità in più che non guasta.
Clode
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